AMIANTO: Procedure e Compiti Stampa

Amianto, l'INAIL pubblica un volume su procedure compiti dei lavoratori coinvolti nella bonifica.



Il documento  tecnico è finalizzato ad aumentare il livello di sicurezza nei cantieri e migliorare le misure di prevenzione nei luoghi di lavoro.

ROMA – Fornire una strategia di contrasto alle esposizioni dirette o indirette all’amianto, supportando tutti i soggetti interessati e gli organi di vigilanza nelle azioni di prevenzione e sicurezza nei luoghi di lavoro. È questo l’obiettivo della pubblicazione realizzata dal Dipartimento innovazioni tecnologiche dell’Inail, che descrive nel dettaglio le procedure da adottare per la bonifica dei siti contaminati da amianto e i compiti attribuiti alle figure professionali coinvolte dalla normativa vigente. Frutto delle attività di ricerca svolte dall’Istituto, il testo è un documento di riferimento che non può sostituire la valutazione e la gestione del rischio sito specifico, da integrare con procedure adeguate di lavoro e di emergenza, e con attività di sorveglianza sanitaria, formazione, informazione e addestramento degli operatori.

L’Italia tra i primi Paesi a bandire l’amianto. L’Italia, tra i primi Paesi a occuparsi di questo tema in ambito europeo e internazionale, ha messo al bando l’amianto con la legge 257/1992 e ha emanato norme tecniche di settore finalizzate a tutelare lavoratori e ambienti di vita. Pur stabilendo il divieto di estrazione, importazione, esportazione, commercializzazione e produzione di amianto e prodotti che lo contengono, la legge ha consentito l’utilizzo di quanto prodotto fino al 2005, e non impone l’obbligo di dismissione della sostanza in edifici, impianti o mezzi di trasporto. Per questi motivi, le quantità di Materiali contenenti amianto (Mca) sono ancora rilevanti in diversi ambiti di vita e di lavoro.

Il quadro normativo e le problematiche di un cantiere di bonifica. Le norme di settore da rispettare per poter espletare in sicurezza le attività di bonifica da amianto sono numerose. I provvedimenti sono stati emanati, nel tempo, dal ministero del Lavoro, dal ministero della Salute e dal ministero dell’Ambiente. Il testo si apre, quindi, con un esame dettagliato della normativa vigente, per proseguire con le dinamiche relative alla gestione del cantiere. Per gestire il rischio amianto è necessario, infatti, considerare e rispettare innanzitutto le norme specifiche di tutela della salute, per ciò che riguarda le procedure della valutazione del rischio, della formazione degli addetti e della bonifica, e le norme in materia di tutela dei lavoratori, principalmente per il rispetto dei valori limite di esposizione e per gli iter autorizzativi. Chiudono il quadro le norme per la tutela della qualità dell’ambiente (aria, acqua e suolo) e per la corretta gestione dei rifiuti.

Le figure professionali e i relativi ruoli. La bonifica da amianto è un processo complesso, articolato in varie fasi, tra cui quelle preliminari, che prevedono l’accertamento della presenza di amianto o Mca e l’effettuazione di una adeguata valutazione dei rischi. Dopo la disamina delle varie fasi, il volume illustra le principali figure professionali coinvolte e i loro relativi ruoli, a partire dal datore di lavoro e dal dirigente, identificati dal testo unico in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro (d.lgs. 81/08). Queste due figure hanno vari compiti, come adempiere agli obblighi di informazione, formazione e corretto addestramento del personale, fornire i dispositivi di protezione individuale (dpi) idonei e designare preventivamente i lavoratori coinvolti nella gestione delle emergenze. Il datore di lavoro nomina anche il medico competente, che collabora con lui ai fini della valutazione dei rischi ed effettua la sorveglianza sanitaria.

Dagli elaborati tecnico-amministrativi alla gestione delle emergenze. La pubblicazione si sofferma anche sui dispositivi di protezione collettiva (dpc) e individuale (dpi). Come prevede il d.lgs. 81/2008, dpc e dpi seguono una logica gerarchica, in base alla quale, quando possibile, si devono privilegiare i primi rispetto ai secondi, in quanto garantiscono condizioni di sicurezza molto superiori e proteggono più persone contemporaneamente. Dopo il capitolo dedicato alla formazione e all’addestramento dei lavoratori, si passa alla gestione delle emergenze, basata sull’impostazione secondo la quale il contrasto all’emergenza deve essere sempre destinato alla salvaguardia della persona prima che delle cose. Chiude il testo un elenco con le risposte alle domande più frequenti (faq).

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