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"STRAINING" una variante del mobbing PDF Stampa

Anche se lo "straining" è una forma "minore" di mobbing, l'onere probatorio resta a carico del ricorrente. Lo ha chiarito la Corte di Cassazione con Ordinanza n. 24883 del 4 ottobre 2019, condannando il lavoratore a risarcire il datore di lavoro.







Lo straining (dall’inglese “to strain” che si può tradurre come forza, mettere sotto pressione) è una condizione psicologica difficile da valutare, in quanto bisogna distinguerla dal normale stress lavorativo e dal più grave mobbing. Questa situazione, essendo assimilata e spesso scambiata con il mobbing, è molto sottovalutata, soprattutto in quanto il requisito della continuità del mobbing qui non è richiesto (Cass. n. 3291 del 19/02/2016), bastando, come detto, una, seppur grave, condotta non necessariamente associata ad un intento persecutorio (Cass. n. 18927/2016) , ma intenzionale e che crei un danno morale o biologico al lavoratore.

Lo straining va dimostrato a cura del ricorrente, con una recentissma Ordinanza n.24883 del 4 ottobre 2019, la Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso presentato dal lavoratore condannando lo stesso al pagamento delle spese per oltre 5.000 euro.

L'Ordinanza integrale può essere visualizzata clicca qui